Progetto CHANGE NOW – Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Ponte Galeria

L’Associazione Differenza Donna ONG, è stata promotrice, in collaborazione con Silvia Vallerani e Giulia Corradi dell’Associazione heARTinmind, del progetto denominato “CHANGE NOW – Progetto di sensibilizzazione e informazione sulle tematiche della tratta degli esseri umani e la violenza di genere” finanziato dal Garante dei Detenuti della Regione Lazio, tramite l’Avviso Pubblico “Promozione di attività culturali, sportive e ricreative da realizzare negli istituti penitenziari del Lazio, nell’istituto penale per minorenni Casal del Marmo – Roma, nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza e nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria – Roma, volte a favorire il miglioramento della condizione detentiva e il reinserimento sociale delle persone private della libertà”.

Attraverso un percorso artistico-culturale, il 17 e 18 gennaio CHANGE NOW ha permesso di varcare la soglia di un luogo non contemplato da tanti, un luogo che raccoglie storie e vite di donne che hanno bisogno di conoscere i propri diritti e soprattutto di sapere che non sono sole.

Silvia Vallerani e Giulia Corradi, nelle due giornate hanno curato la parte artistica del progetto, e attraverso musica e teatro hanno raccontato le storie di Aneta e Maria, donne vittime della tratta della prostituzione, di sfruttamento e di violenza. Le due donne, le cui storie fanno parte della raccolta di storie vere “La Svolta”, di Differenza Donna ONG, verranno portate entrambe presso il CPR di Ponte Galeria, e proprio lì intraprenderanno la strada verso il riscatto e la verità, grazie alla fiducia riposta nei confronti delle operatrici del centro antiviolenza.

Attraverso il racconto delle due storie, le due referenti di heARTinmind hanno inoltre scelto di soffermarsi e mettere in luce il significato di alcune parole chiave, quali: DIRITTO, SCHIAVITU’, DENUNCIA, PROTEZIONE e LIBERTA’.

Al primo incontro presso il CPR ha presenziato anche Elisa Ercoli, Presidente di Differenza Donna ONG. 

L’intero progetto è stato svolto grazie al fondamentale contributo tecnico e professionale di Valentina Pescetti, referente di Differenza Donna per i percorsi di alfabetizzazione ai diritti ed empowerment.

Obiettivi dei progetto:

  • Sensibilizzare, attraverso l’arte sulla tematica della tratta della prostituzione e la violenza di genere;
  • Promuovere la partecipazione attiva delle donne detenute presso il CPR, con particolare attenzione alle donne più timide e timorose;
  • Offrire alle donne detenute presso il CPR informazioni corrette e accessibili anche per donne non alfabetizzate rispetto ai Diritti Umani, Diritti di Genere, i Diritti delle persone private della libertà, i servizi offerti dalle Istituzioni dello Stato Italiano e dalle organizzazioni della società civile;
  • Promuovere l’emersione di crimini perpetrati sia all’estero che in Italia, onde poter avviare azioni di contrasto dei reati e tutela delle donne che li hanno subito e/o sono a rischio.

 

Informazione e alfabetizzazione ai diritti sono gli unici solidi appoggi che consentono di fare scelte corrette.

 

Annunci

Servizio TGR Umbria – 30 novembre Teatro Concordia, Marsciano (PG)

Lo scorso 30 novembre a Marsciano, presso il Teatro Concordia, è andata in scena la prima nazionale dello spettacolo teatrale contro la violenza di genere Cambiamo Camicia promosso dall’Associazione heARTinmind. Doppia replica, alle ore 10.30 per gli studenti delle scuole superiori del territorio e ore 21 per la cittadinanza.

Lo spettacolo è stato supportato dal Comune di Marsciano che ringraziamo per il patrocinio e per la gentile concessione del Teatro Comunale.

E’ stata una giornata intensa e ricca di soddisfazioni quella del 30 novembre scorso. Dopo l’anteprima nazionale di Cambiamo Camicia, in scena il 25 novembre scorso presso la Casa di Reclusione di Rebibbia, è stato il turno della città di origine di Silvia Vallerani (attrice e organizzatrice di Cambiamo Camicia) e Giulia Corradi (autrice e regista di Cambiamo Camicia): Marsciano, in provincia di Perugia.

Lo spettacolo “Cambiamo Camicia” – in collaborazione con Differenza Donna ONG – scritto da Giulia Corradi  e interpretato da Linda La Marca,  Silvia Vallerani, Serena Vitaliano e Martina Zuccarello  sfida la mentalità corrente del “non mi riguarda” e soprattutto del “è stato sempre così” e lo fa lanciando una sfida: Cambiare Cultura. 

La camicia è un simbolo: non è un semplice indumento che copre la persona, e non sempre associata a dei colori designa gli appartenenti ad un partito politico.  E’ emblema della diversità di genere, a seconda del genere cambia l’abbottonatura. Ma la camicia è anche l’invito a mettersi nei panni delle protagoniste dello spettacolo e provare a scambiare le proprie vesti con le loro.

Dopo la prima replica delle 10.30 gli studenti hanno incontrato una rappresentante dell’Associazione Liberamente Donna e Claudia Matteini, Consigliere di Corte d’Appello, che ha subito accettato l’invito a partecipare al dibattito dichiarando “La Convenzione di Istanbul del 2011 ha affermato che la violenza sulle donne rappresenta una grave violazione dei diritti umani ponendo l’attenzione anche sulla tutela dei minori vittime incolpevoli e inconsapevoli di violenza assistita che arreca gravi danni al loro sviluppo psico fisico“. Il dibattito ha visto coinvolti i ragazzi dell’Istituto omnicomprensivo Salvatorelli – Moneta, che hanno seguito con molta attenzione e partecipato attivamente all’incontro.

La replica serale dedicata alla cittadinanza si è svolta alle ore 21 con in apertura l’intervento dell’ Assessore alle Politiche Culturali e di Genere del Comune di Marsciano Bonomi Valentina.

Il comunicato stampa dell’evento è stato redatto e diffuso da Giulia Morello, che ringraziamo calorosamente.  https://officinegm.com/

Di seguito l’articolo del Corriere dell’Umbria del 30/11 su Cambiamo Camicia, scritto da Alvaro Angeleri.CORRIERE DELL'UMBRIA 30 NOV.

Locandina spettacolo Cambiamo Camicia 30 novembre Marsciano (PG)

DEF.MARSCIANO

Comunicato Stampa – 25 novembre Casa di Reclusione Roma Rebibbia

Comunicato stampa

 Roma, 25 novembre 2017 ore 10 – Debutta in anteprima nazionale alla Casa di Reclusione maschile  di Rebibbia lo spettacolo teatrale contro la violenza di genere Cambiamo Camicia promosso dall’associazione heARTinmind.

A seguire un momento di confronto con: Stefano Anastasìa (Garante dei detenuti del Lazio) Marta Bonafoni(consigliera della Regione Lazio) Andrea Catizone ( avvocato, docente e Presidente di Family Smile) Pietro Folena(Presidente MetaMorfosi) Alberto Leiss (giornalista, saggista, rete di Maschile Plurale)

25 novembre – La violenza contro le donne è un fenomeno ampio e diffuso. Ai femminicidi si aggiungono le violenze che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare tante altre vittime. Sono migliaia le donne aggredite, picchiate, perseguitate, sfregiate. Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso.

Lo spettacolo “Cambiamo Camicia” – in collaborazione con Differenza Donna ONG – scritto da Giulia Corradi  e interpretato da Linda La Marca,  Silvia Vallerani, Serena Vitaliano e Martina Zucarello  sfida la mentalità corrente del “non mi riguarda” e soprattutto del “è stato sempre così” e lo fa lanciando una sfida: Cambiare Cultura.

Uno spettacolo non può bastare a rendere la complessità e la delicatezza della tematica trattata, da qui nasce la collaborazione con l’Associazione Differenza Donna.

Ogni messa in scena dello spettacolo sarà preceduta da un confronto/dibattito moderato da figure professionali ed esperte per informare i giovani al tema trattato.

La camicia è un simbolo: non è un semplice indumento che copre la persona, e non sempre associata a dei colori designa gli appartenenti ad un partito politico. E’ emblema della diversità di genere, a seconda del genere cambia l’abbottonatura. Ma la camicia è anche l’invito a mettersi nei panni delle protagoniste dello spettacolo e provare a scambiare le proprie vesti con le loro.

Le attrici interpreteranno ognuna sia un personaggio fiabesco che un proprio corrispettivo reale, con il semplice gesto di sfilarsi una camicia e infilarsene un’altra, mostrando chiaramente la differenza tra scegliere di essere e di pensare con libertà o scegliere di lasciarsi sopraffare da una società che rischia, ancora oggi, di non tutelare le categorie più fragili.

I pochi elementi scenografici oltre a rendere la messa in scena adattabile a qualsiasi situazione e ambiente, aiutano a comprendere che il viaggio intrapreso è di carattere psicologico ed emotivo più che fisico.  Le musiche (alcune delle quali scritte appositamente per “Cambiamo Camicia” da Silvia Rizzo) in alcuni momenti accompagnano il cambio scena, in altri diventano co-protagoniste di movimenti coreografici e prendono il posto delle parole.

Cambiamo camicia è un invito a cambiare camicia, indossare quelle di altri, a cambiare cultura ben coscienti che nel nostro Paese abbiamo ancora molta strada da fare in questo senso.

L’associazione heARTinmind nata nel 2015 promuove l’arte in tutte le sue forme e, attraverso la creazione di eventi e spettacoli, sensibilizza lo spettatore su temi di carattere sociale.

Ad Aprile 2017 partecipa e vince il primo premio al concorso “La Musica” promosso dall’Associazione Mauro Carratta con sede a Ugento (LE).

A Maggio 2016 partecipa a Roma al concorso “Re-birth”, promosso dall’Associazione Culturale Womart, aggiudicandosi il primo premio con l’inedito “In mano veritas”.

Per contatti:

info@officinegm.com

Associazione heARTinmind  – Silvia Vallerani cell. 347.9791466 valleranisilvia@gmail.com

E’ consentito l’ingresso e la visione dello spettacolo ai giornalisti muniti di tesserino                                             

Casa  Reclusione Rebibbia – Via Bartolo Longo 72 – Roma

Una Donna, tutte le Donne

Il 30 settembre, nel cuore di Trastevere, si aprono le porte della Casa Internazionale delle Donne per una NOTTE BIANCA ricca di concerti, letture, proiezioni, performances, spettacoli teatrali, laboratori per adulti e bambini, offerti alla città dalle 17 alle 3 del mattino.

L’evento è gratuito e aperto a tutti da 0 a 99 anni.

Circa 40 eventi nelle sale interne e negli spazi esterni, un laboratorio di partecipazione delle associazioni della Casa, una tappa del percorso di apertura alla città e un momento di incontro e condivisione.

Un’occasione unica per rilassarsi, leggere sulle amache, passeggiare, fare domande, cercare risposte, immaginare, conoscere, stare insieme.

Durante l’evento, heARTinmind e l’Associazione Differenza Donna presentano “Una Donna, tutte le Donne”. Attraverso reading, musica e danza, daremo voce ai progetti di uscita dalla schiavitù che Differenza Donna Onlus realizza a sostegno delle donne migranti sopravvissute alla tratta e allo sfruttamento sessuale.

Vi aspettiamo numerosi presso la Sala Carla Lonzi della Casa Internazionale delle Donne, alle ore 20.

Cambiamo Camicia

Cast Cambiamo Camicia

In ordine Silvia Vallerani, Martina Zuccarello, Serena Vitaliano, Linda La Marca: questi i nomi e i volti delle attrici di “Cambiamo Camicia”, progetto teatrale contro la violenza di genere dell’Associazione heARTinmind.

Progetto teatrale contro la violenza di genere

Partendo dalla suggestione della canzone In this shirt – The irrepressibles: “In questa camicia posso essere te, essere vicino a te”, nasce l’idea dello spettacolo teatrale.

Spettacolo inedito, che racconta storie di differenti forme di violenza alcune delle quali vissute in prima persona dalle 4 protagoniste dello spettacolo. Indaga sentimenti e pensieri. Non si ferma al presente perché noi  non siamo  solo  il nostro oggi ma siamo il nostro ieri, le nostre storie, le relazioni familiari, gli incontri che abbiamo fatto. Non rinuncia al futuro che è composto di desideri del cuore, a volte offuscati dai desideri di altri su di noi, o peggio ancora dei loro bisogni da soddisfare con noi.

Lo spettacolo parla della disparità di genere che respiriamo a partire dalle nostre famiglie, disparità a volte dettata da stereotipi e luoghi comuni, difficilmente contrastabili in assenza di una cultura solida. Questa è la storia di Chiara, donna milanese, che a differenza del fratello, non potrà seguire i suoi sogni e dovrà rinunciare alla grande passione per la pittura per non deludere le aspettative del padre; al fratello, appassionato di fotografia e di viaggi non sarà richiesto lo stesso sacrificio.

In questo caso parliamo di disparità figlio-figlia rispetto alle discipline artistiche; quante volte i genitori sono complici della nostra società nello stabilire il ruolo che un uomo o una donna devono giocare nel mondo?

Poi c’è la violenza di cui sentiamo parlare sempre meno, perché fa più scalpore uno stupro occasionale piuttosto che gli infiniti casi di violenza che le donne subiscono tra le mura di casa da parte di compagni e mariti, all’apparenza gentili e simpatici, che si trasformano in veri criminali nell’intimità di un focolare. Così è per Elena. Lei ha confuso amore e possesso, anche a causa di un’educazione più che rigida ricevuta da un padre violento. Conosciuto il marito, venuto in vacanza nel piccolo paesino pugliese dove Elena è cresciuta, si trasferisce a Milano. Ma il matrimonio avrà le medesime caratteristiche della famiglia di origine e le violenze subite, passando prima per uno stato di depressione, la condurranno lentamente al suicidio.

Elena con questa ultima ed estrema scelta non lascia solo il marito, ma anche la figlia Elisa. Nei notiziari non si parla quasi mai di queste piccole vittime involontarie, chiamate a diventare grandi prima del tempo e costrette a farsi curare lo sguardo, perché i loro occhi hanno visto un modo di amare che non ama. E’ fondamentale lavorare sui figli per evitare un copia incolla. Siamo portati a riproporre nella nostra vita da adulti ciò che abbiamo vissuto nelle fasi della nostra crescita. E dopo una storia che finisce male, Elisa diventa indirettamente la speranza. E’ lei che rompe la catena e lo fa perché grazie a Chiara (il nostro primo personaggio, amica di Elena), vede altro. Vede che è possibile un riscatto.

Nel nuovo rapporto materno tra Chiara ed Elisa, compare sbadatamente Flavia, una ragazzina romana trasferitasi a Milano per esigenze lavorative dei genitori; nella nuova città Flavia è vittima di bullismo. La denuncia in questa storia è rivolta ai rapporti di vetro che costruiamo al giorno d’oggi, tutti, grandi e piccoli. I social sono il cantiere dei finti castelli relazionali che erigiamo. Posso conoscere tutti e nessuno, posso prendermi gioco di te liberamente. Posso rendere pubbliche le tue fragilità,debolezze, difetti o ciò che ti fa stare male, in maniera del tutto indisturbata. La frase che sentiamo spesso quando si parla di bullismo è: “c’è sempre stato”. Una sorta di giustificazione per la nostra indifferenza, ma dimentichiamo che i mezzi sono cambiati, i ragazzi sono cambiati e le famiglie sono cambiate. I giovani necessitano di tornare al rapporto diretto, hanno bisogno di qualcuno che gli dedichi del tempo senza un telefono in mano, che siano coetanei o adulti. Chi compie un atto di bullismo non è meno vittima di chi lo subisce. Manifesta un disagio che lo porta al tentativo di sopraffare gli altri, fregandosene delle loro storie e di chi essi siano. Nella maggior parte dei casi questo è un riversare sugli altri il proprio vissuto.

Quando Flavia si rifugerà in un bar per evitare la scuola e le ennesime prese in giro, conoscerà per la prima volta Chiara ed Elisa e resterà colpita profondamente dalla tenace tenerezza che lega le due. Questo incontro provocherà in lei il risveglio del desiderio di essere amata davvero,per quello che è, senza compromessi.  L’abbandono, la sfiducia nell’altro sono i muri da abbattere in questa storia.

Tra i reali drammi raccontati nello spettacolo , si inseriscono poi i quadri surreali di quattro personaggi fantastici: Nostalgia, Luna, Regina e Ombra.

Nostalgia è figlia di contadini nata con la passione per il cielo, ha sempre il naso rivolto all’insù , ma il padre non la capisce e nel tentativo di farle passare questa stravaganza decide di rinchiuderla in una torre.

Luna è invece figlia di nobili infelici ed è innamorata di Amore. Sogna mazzi di fiori , passeggiate in riva al mare  e poesie con il suo nome. I genitori tentano di modificare le sue aspirazioni troppo illusorie con un incantesimo, che porta Luna ad innamorarsi di NonAmore.

Regina è una principessa che soffre la mancanza dei genitori, troppo impegnati negli affari del regno e nei loro viaggi; proprio in uno di questi i sovrani vengono a mancare e nessuno capisce se sono effettivamente morti o semplicemente scomparsi nel nulla. Regina si ritrova sulle spalle troppe responsabilità, è impreparata e insicura. Le viene chiesto di crescere improvvisamente, senza nessun modello a cui rifarsi, senza qualcuno che le spieghi come si fa .

Infine c’è Ombra, un’umana che vive nelle terre Medie, vittima della battaglia scoppiata tra le fate di Bontà e le fate Sprezzanti. A causa della guerra, un incantesimo terribile cade sugli umani che vivono in quelle terre. Diventano così incapaci di vedere la Bellezza. Incapaci di stimarsi, di aiutarsi e di convivere. C’è chi sopravvive attaccando gli altri per difendersi e chi invece, come Ombra, rimane così, impassibile a subire le lotte degli altri.

In queste quattro storie, le protagoniste, affrontano le medesime difficoltà dei personaggi reali, ma ci permettono di raccontare il dramma in modo più leggero, scanzonato e ironico, per poter riflettere con un sorriso, su tematiche divenute delle vere e proprie piaghe sociali;lo facciamo non per sminuire ma per arrivare meglio al cuore e alla mente di chi ascolterà le nostre parole.

CAMBIAMO CAMICIA, che dà il nome ad un intero progetto Nazionale, prevede anche un’importante parte formativa rivolta alle scuole superiori. Uno spettacolo infatti non può bastare a rendere la complessità e la delicatezza della tematica trattata; da qui nasce la collaborazione con l’Associazione Differenza Donna. Ogni messa in scena dello spettacolo sarà preceduta da un confronto/dibattito moderato da figure professionali ed esperte per meglio informare ed educare i giovani al tema trattato. Saranno invitate a partecipare al confronto/dibattito, oltre alle rappresentanti dell’Associazione Differenza Donna, giornalisti, artisti e rappresentanti del mondo della cultura, psicologi, giudici, avvocati così da poter dare agli studenti una visione ampia del fenomeno.

Siamo convinte che una rigenerazione culturale possa e debba passare necessariamente da un percorso educativo rivolto ai più giovani.

 

 

Il nuovo progetto dell’Associazione heARTinmind